Decreto Interministeriale 5 dicembre 2000

Criteri per la omogenea redazione dei conti consuntivi delle università


ALL.B

NOTE ESPLICATIVE

(queste note vengono formulate quale guida alla compilazione, per superare eventuali dubbi che lo schema di classificazione possa generare rispetto al diverso assetto contabile delle singole Università)

Il piano dei conti allegato al presente decreto risponde principalmente alla disposizione contenuta nell’art. 7, 6° comma, della Legge 9 maggio 1989 n. 168 secondo la quale "Per consentire l’analisi della spesa finale e il consolidamento dei conti del settore pubblico allargato il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, con proprio decreto, emanato di concerto con il Ministro del tesoro, fissa i criteri per la omogenea redazione dei conti consuntivi delle università". A questa disposizione segue, come noto, quella contenuta nel successivo 7° comma per cui "le università possono adottare un regolamento di ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, ma comunque nel rispetto dei relativi principi". Ne deriva che, dato l’ampio margine di autonomia concessa alle università nella definizione del proprio sistema di bilanci, la "omogenea redazione dei conti consuntivi delle università" deve essere in realtà interpretata come una "riclassificazione" a posteriori delle entrate e delle spese secondo uno standard che renda possibile l’analisi della spesa finale ed il consolidamento dei conti del settore pubblico: non esiste perciò nessuno obbligo di uniformità dei bilanci delle università al piano dei conti proposto.

La particolare strutturazione data ad esso tiene peraltro conto delle esigenze di informazione e di possibilità di comparazione dei dati manifestato da più di un organismo (in particolare, Comitato per la valutazione del sistema universitario, Corte dei conti e ISTAT) e dalle stesse università: in particolare, esso tende a rilevare le fonti di provenienza delle entrate e la natura delle spese nonché la funzione (didattica, ricerca e assistenza) a cui esse possono essere ascritte. Inoltre la possibilità che esistano università che abbiano inteso utilizzare la possibilità offerta dall’ 8° comma del precedente articolo ("tenuta di conti di sola cassa"), la presenza comunque all’interno delle università di centri di spesa (Dipartimenti in primis) che, in genere, operano per cassa e la sostanziale omogeneità di rilevazione consentita da documenti di entrata/uscita con caratteristiche simili in tutti i contesti, l’interesse da parte del Ministero del Tesoro verso i flussi di cassa, hanno suggerito di effettuare comunque la rilevazione dei dati in termini di cassa (riscossioni e pagamenti), rilevando anche, per le gestioni che comunque li contemplano, i dati in termini di competenza (accertamenti e impegni).

Il piano dei conti è strutturato per colonne e per righe.

Le prime 4 colonne esprimono "livelli" di aggregazione dei conti, con gradi via via più estesi di analiticità: le imputazioni devono essere condotte – di norma – al 3° livello a meno che non siano stati definiti conti di 4° livello (ed in tal caso il 3° livello superiore sarà dato dalla sommatoria dei conti di 4° livello); il 1° ed il 2° livello sono ottenuti invece sempre attraverso aggregazioni dei conti di ordine inferiore.

Dopo la colonna che descrive la fonte di provenienza delle entrate (o la natura delle uscite) sono state definite 4 colonne che evidenziano la funzione (Didattica, Ricerca, Assistenza, Congiunte) per la quale si è acquisita l’entrata o quella per la quale è stata erogata la spesa (esse andranno compilate con i dati relativi alle riscossioni ed ai pagamenti).

I campi corrispondenti alle prime tre funzioni dovranno essere compilati anzitutto quando le entrate o le spese siano dirette in maniera chiara ed univoca ad una delle precedenti tre funzioni.

Questo si potrà verificare quando le poste siano inequivocabilmente orientate (esempi sul versante delle entrate: voce 1.1.1.0. "Tasse e contributi" per la didattica, voce 2.2.2.0. "Progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale" per la ricerca, voce 1.2.5.1 da parte della Regione nell’ambito delle convenzioni con il Servizio sanitario per l’assistenza; esempi sul versante delle uscite: voce 1.2.1.0 "Supplenze personale docente" per la didattica, voce 1.2.3.0 "Assegni di ricerca" per la ricerca, voce 1.1.3.0. "Competenze Servizio sanitario" per l’assistenza) ovvero quando le entrate/spese siano conseguenza di attività ascrivibili ad una soltanto delle tre funzioni (esempi in tal senso possono essere, sul versante delle entrate, una convenzione con un Comune per la formazione dei dirigenti presso una struttura didattica dell’Università – voce 1.2.5.2. colonna "Didattica" – ovvero una convenzione con una Provincia per uno studio sui flussi migratori – stessa voce colonna "Ricerca" – e, su quello delle spese, il rimborso delle spese di trasferta ad un docente che si reca presso un Istituto scolastico nell’ambito di un progetto di orientamento – voce 2.1.1.0., colonna "Didattica" – oppure l’acquisto di una apparecchiatura necessaria allo sviluppo di una o più linee di ricerca – voce 6.3.4.0., colonna "Ricerca".

Essi inoltre potranno essere compilati se, a fronte di entrate/spese in origine congiunte (ossia riferibili contemporaneamente a 2 o 3 funzioni: per es., le retribuzioni del personale docente oppure le spese di manutenzione di un immobile all’interno del quale si svolgano sia attività didattiche che attività di ricerca), la singola Università abbia elaborato particolari criteri di imputazione: in tal caso l’Università potrà imputare la quota parte di entrate/spese alle singole funzioni ma dovrà in ogni caso esplicitare il criterio adottato voce per voce.

Il campo corrispondente alle funzioni "Congiunte" deve essere invece compilato quando ci si riferisca a entrate/spese realizzate da unità organizzative che sviluppano servizi ed utilità indifferenziate per le tre funzioni precedenti.

Nelle colonne dedicate alla "Gestione finanziaria" le prime otto sono distinte in due gruppi, destinati ad ospitare partitamente i dati della sola gestione centrale e quelli, aggregati, delle gestioni autonome; per motivi di semplificazione espositiva le colonne sono intestate considerando gli elementi della gestione di competenza, che in ogni caso comprende i dati rilevabili nelle gestioni di cassa, per tali gestioni si compileranno solo le colonne "riscossioni" e "pagamenti" della "competenza".

Le ultime 4 colonne riassumono la gestione finanziaria dell’esercizio, esponendo i totali risultanti dalla somma dei dati delle corrispondenti colonne dei due gruppi precedenti (pur se in tal modo i dati esposti dalle colonne del gruppo "Totali" risulteranno non perfettamente omogenei, l’esigenza che ad essi sottende è stata espressamente manifestata dall’Istat in relazione ai compiti che tale istituto svolge in relazione agli adempimenti previsti dall’Unione Europea).

Le righe evidenziano le fonti di provenienza delle entrate e la natura delle uscite, con riferimento particolare agli aggregati ritenuti più significativi per le Università, ma tenendo anche conto di una serie (limitata) di poste necessarie al consolidamento dei conti del settore pubblico e alla contabilità nazionale. I livelli di aggregazione proposti e la particolare maniera di esporre i dati a consuntivo non sono ovviamente i soli possibili: l’acquisizione informatizzata dei dati garantirà comunque la possibilità di ulteriori elaborazioni che, attraverso opportuni criteri di consolidamento, potranno consentire la lettura da altri punti di vista (per es. entrate per soggetto erogatore indipendentemente dal titolo per il quale sono state erogate). Per quanto attiene invece le voci di dettaglio esse appaiono al momento quelle che sembrano rappresentare meglio – con riguardo sia alla tipologia che alla consistenza dei valori ipotizzabili – la realtà degli Atenei italiani (la voce delle Entrate 1.5.3.0 "alienazione di titoli" e quella delle Uscite 6.3.7.0 "acquisto di titoli" sono state inserite, ovviamente, con esclusivo riferimento agli Atenei che sono usciti dal Sistema di Tesoreria Unica).

Naturalmente esse potranno essere riviste in futuro anche in relazione ai riscontri che saranno effettuati sulle prime rilevazioni; in particolare, la voce residuale "Altro" inserita in vari contesti potrà essere ulteriormente scomposta nel caso in cui si evidenziassero valori di consistenza rilevante.

Con riferimento agli aggregati di 1° livello, le entrate tendono a dare immediata evidenza alle fonti di autofinanziamento delle università contrapposte a quelle che hanno natura di trasferimenti. In proposito deve sottolinearsi come uno stesso soggetto erogatore può determinare per le università sia "Entrate proprie" che "Entrate da trasferimenti": l’elemento distintivo è la natura del finanziamento, legata ad una controprestazione o ad un impegno a fare cose determinate nel primo caso, svincolata da obblighi particolari nel secondo.

Sul versante delle uscite, si evidenziano – in particolare - le spese per l’acquisizione di "Risorse umane" (distinguendo tra personale a tempo indeterminato e personale a tempo determinato), le "Risorse per il funzionamento", le risorse destinate a finanziare "Interventi in favore degli studenti" e quelle, infine, indirizzate verso la "Acquisizione e valorizzazione di beni durevoli".

Sia nelle Entrate, 4.3.0.0, che nelle Uscite, 9.3.0.0, è stata collocata la voce di secondo livello "Gestioni speciali" dove al terzo livello si ritrovano la voce "Policlinici", riferita alle realtà in cui la gestione dell’attività assistenziale sia oggetto, in varie forme, di un autonomo e separato bilancio, e la voce "Gestioni delegate e/o convenzionate" relativa ad eventuali casi in cui le Università gestiscano finanziariamente fattispecie che non rientrano direttamente nei compiri istituzionali e nelle attività proprie (ad esempio : corresponsione agli studenti di borse di studio di competenza degli organismi regionali per il diritto allo studio).

Con riferimento ai livelli più analitici, si evidenziano le poste che potrebbero dar luogo ad interpretazioni non univoche da parte delle università, precisandone le caratteristiche:

ENTRATE

"Avanzo" : tale voce deve essere compilata solo per le gestioni espresse in termini di competenza, in cui l’avanzo di amministrazione esprime il risultato della gestione, mentre tale connotato non può rinvenirsi nell'avanzo di cassa;

"Entrate contributive" : si riferisce alla generalità della contribuzione studentesca comunque denominata, che sia di pertinenza dell’Università.

"Entrate finalizzate derivanti da attività convenzionate" : il termine "convenzionate" è da intendersi in senso molto generico, volendosi riferire a qualunque forma di reciproco consenso, sulla destinazione degli importi, definito tra soggetto erogante e Università destinataria; alla voce 1.2.5 l'ulteriore classificazione, di 4° livello, è esplicitata e resa obbligatoria dalle voci previste per il consolidamento dei conti pubblici;

"Vendita di beni e servizi" : la voce "attività commerciale" comprende sia le attività in conto terzi, come disciplinate dagli Statuti e Regolamenti delle Università, che ogni altra attività i cui proventi siano assoggettati alla contabilità i.v.a.; la voce "altro" riguarda gli importi che per la loro natura siano oggettivamente sottratti a tale contabilità;

"Prestiti" : alla voce "mutui" rientrano sia quelli stipulati con la Cassa DD. PP. che quelli contratti con altri soggetti;

"Entrate da trasferimenti" : l’intera voce di 1° livello fa riferimento alle entrate conseguite con carattere di finanziamento, senza cioè l’elemento della "contrattazione" tra Università e altro soggetto; la classificazione di 4° livello alle voci 2.3.3 e 2.4.3, come in precedenza, è esplicita e obbligatoria;

"Altre entrate" e "Partite di giro, contabilità speciali e gestioni speciali" : salvo quanto precedentemente detto per le "gestioni speciali" rappresentano esattamente le voci "tecniche" che in modo diverso sono previste da tutte le forme di bilancio.

USCITE

"Disavanzo" : valgono, ovviamente, le stesse, indicazioni della voce "avanzo";

"Risorse umane" : la voce di 1° livello comprende tutte le spese di "personale", in senso molto ampio, includendo tutti i rapporti che implicano l’inserimento dei soggetti nell’organizzazione delle attività delle Università, didattiche, di ricerca e di amministrazione;

le voci di 2° livello "Personale a tempo indeterminato" e "Personale a tempo determinato", si riferiscono ai compensi lordi erogati agli interessati; momentaneamente, in attesa della definitiva sistemazione della figura, i "collaboratori ed esperti linguistici di madre lingua" sono stati collocati alla voce 1.2.6;

la voce di 3° livello "Competenze accessorie" comprende anche i compensi erogati per le attività conto terzi, anche se questi dal 1999, dal punto di vista fiscale e previdenziale, sono considerati quale reddito assimilato, in quanto, tali compensi, costituiscono comunque corresponsioni in favore del personale dipendente;

la voce di 3° livello "Competenze servizio sanitario (per attività assistenziale)", comprensiva sia dell’equiparazione stipendiale che degli accessori, sarà esposta con riferimento al bilancio centrale, dalle Università che non hanno Policlinici a gestione diretta;

la voce di 2° livello "Oneri previdenziali carico dell’amministrazione", attualmente e fatta salva l’eventuale evoluzione normativa, deve essere riferita alla contribuzione previdenziale a carico dell’amministrazione; le stesse componenti sono evidenziate separatamente anche con riferimento all’i.r.a.p. (voce di 2° livello "I.R.A.P.") nella parte in cui l’imposta regionale è assolta dalle Università in relazione all’ammontare delle retribuzioni e dei compensi corrisposti.

"Risorse per il funzionamento" e "Acquisizione e valorizzazione beni durevoli"- "Beni mobili" : la voce di 1° livello 2.0.0.0 e la voce di 2° livello 6.3.0.0, non espongono, come in passato, voci specifiche per la ricerca scientifica e le attività conto terzi in quanto le spese connesse a dette attività devono trovare collocazione alle varie voci previste dallo schema classificatorio, secondo la natura della spesa, come anticipato a proposito dei compensi al personale per il conto terzi; benchè siano state previste quasi sempre delle voci indicate come "altro", nell’ipotesi dell’esistenza di tipologie di spesa non immediatamente collocabili, si raccomanda di utilizzare dette voci, solo in presenza di simili situazioni, a carattere assolutamente residuale (es. spese del tipo "cancelleria", "materiali per il centro stampa" vanno comprese alla voce "Materiale di consumo laboratori e uffici" 2.2.4.0);

"Interventi in favore degli studenti" : con tale voce si intendono esporre tutte quelle spese che siano direttamente rivolte agli studenti, per cui andranno ricomprese alla voce "altro" 3.3.4.0 le iniziative in tal senso, assunte dalle Università, che non siano già espressamente previste dalle altre voci (es. spese per il tutorato);

"Oneri finanziari e tributari" 4.0.0.0 – "Altre spese correnti" 5.0.0.0 – "Estinzione mutui e prestiti" 7.0.0.0 : rappresentano voci di immediata riferibilità; in particolare la voce di 3° livello "Oneri derivanti da contenzioso e sentenze sfavorevoli" non include la spesa oggetto della controversia, collocata alla specifica voce dello schema classificatorio, ma solo tutto quanto connesso alla lite (oneri legali, interessi ecc.);

Il piano dei conti si chiude - sia dal lato delle entrate che da quello delle uscite - con la voce "Trasferimenti interni": essa è stata posta al di fuori delle rispettive totalizzazioni al fine di evitare duplicazioni e "rigonfiamenti" indesiderati. La voce comprende, naturalmente, i trasferimenti in favore delle articolazioni interne delle Università con autonomia di bilancio (dipartimenti, centri interdipartimentali, centri autonomi di gestione ecc.); ma si estende anche al caso di "conferimento" di fondi tra tali articolazioni (per es. nel caso di Centri interdipartimentali). Essa non riguarda però il caso di corrispettivi per prestazioni rese da una articolazione all’altra.

La riclassificazione proposta dovrà essere applicata a partire dai dati finanziari relativi all’esercizio 2000.