Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
 
 
 
Decreto Ministeriale 3 marzo 1997

ripartizione art. 11 DPR 30/12/95: finanziamento progetti per l'orientamento (d.m. 163 del 3/3/97, registrato il 9/6/97)

Emblema Repubblica Italiana
Ministero dell'Università e della Ricerca


DIPARTIMENTO AFFARI ECONOMICI - UFFICIO I

VISTA    la legge 9.5.1989 n.168, ed in particolare l'art.12, comma 4, lettera f;

VISTO    il D.P.R. 30.12.1995 con il quale è stato approvato il piano di sviluppo dell'Università per il triennio 1994-'96;

VISTO    in particolare l'art.11 del predetto D.P.R. il quale, al primo comma, dispone che per specifiche iniziative e progetti relativi ad attività di orientamento, culturali e didattiche integrative, nonché per l'attuazione delle altre norme previste in materia di diritto allo studio, da realizzare anche tramite collegi universitari legalmente riconosciuti, potranno essere concessi contributi alle Università, a valere sui 3 miliardi destinati a tale fine;

CONSIDERATO    che le istituzioni universitarie hanno formulato richieste al riguardo, come previsto dal secondo comma di tale articolo;

VISTO    il DM 29.11.1996 n.127 con il quale il predetto importo di 3 miliardi è stato impegnato sul cap.1256 (es 1996) dello stato di previsione della spesa di questo Ministero;

VISTE    le richieste di parere formulate al CUN ed alla CRUI con la nota n.1305 del 24.9.1996;

VISTE    le note n.2476 del 17.10.1996 e n.240-96/P/GS del 10.10.1996 con le quali, rispettivamente, il CUN e la CRUI hanno comunicato i propri pareri;

VISTO    il motivato D.M. 24.1.1997 con il quale è stato costituito il gruppo di lavoro per delineare criteri di ripartizione al riguardo;

VISTA    la relazione presentata dal predetto gruppo di lavoro in data 14.2.1997;

RITENUTO    di far proprie le motivate considerazioni esposte ed i criteri di ripartizione delineati nella stessa;

TENUTO CONTO    dell'elevata entità delle richieste presentate dalle Università (oltre 28 miliardi) rispetto al finanziamento disponibile, volendo evitare una distribuzione indifferenziata, e non potendo provvedere al finanziamento di interi progetti o parti identificabili e funzionalmente autonome, emerge l'esigenza di definire, in base ai bisogni individuati, alle prospettive di sviluppo dell'orientamento ritenute necessarie ed alle indicazioni contenute nelle richieste di finanziamento, i seguenti criteri:

  • prendere in considerazione progetti che riguardano tutte le attività di orientamento, sia quello alla scelta degli studi che quello intrauniversitario e professionale, con particolare riferimento ai rapporti fra Scuola e Università ed ai progetti che prevedono la collaborazione di più Università;
  • attribuire particolare importanza alla creazione di strutture o alla realizzazione di attività relative all'orientamento continue nel tempo; non prendere in considerazione iniziative episodiche o ai soli fini informativi o proposte relative ad altre attività istituzionali dell'Università diverse da quelle di orientamento o dalle attività didattiche integrative o di attuazione delle altre norme in materia di diritto allo studio;
  • considerare con attenzione progetti che prevedono la ricerca di soluzioni relative ad aspetti e problemi rilevanti per l'orientamento, quali il passaggio dalla Scuola media superiore all'Università, il rapporto fra attività didattiche disciplinari e orientamento formativo;
  • tener conto dei progetti che si riferiscono all'attuazione delle altre norme previste in materia di diritto allo studio;
  • tener conto delle Università ubicate nelle sedi di Provveditorati agli Studi a favore dei quali il Ministero della Pubblica Istruzione ha già disposto assegnazioni di fondi per l'orientamento;
  • tener conto del livello di esplicitazione dei contenuti operativi dei progetti e delle capacità di realizzarli da parte delle strutture operative delle sedi universitarie;
  • nella presente assegnazione di fondi, la prima per l'orientamento, non tenere in considerazione le richieste delle Scuole superiori e delle Università per stranieri, attese le loro peculiarità;
    non trattandosi di una sequenza di criteri quantitativi, basati su parametri, si deve realizzare un particolare bilanciamento tra i diversi criteri, alcuni dei quali possono apparire anche disomogenei se considerati nella prospettiva di una applicazione automatica.
        CONSIDERATO    che i finanziamenti che possono essere concessi consentono solo in parte di accogliere le richieste degli Atenei, che gli stessi rappresentano, comunque, la prima assegnazione ministeriale mirata all'orientamento, e attesa l'esigenza di valorizzarne al massimo l'efficacia, nel comunicare le assegnazioni alle Università, si rende necessario fornire indicazioni in ordine alla esigenza di:
  • un apporto, da parte delle Università, di una quota integrativa pari almeno al 20% del contributo assegnato;
  • comunicare al MURST il progetto operativo da realizzare (con esclusione di quelli relativi a: saloni e mostre; produzione di materiali a fini informativi; predisposizione di materiale a scopo promozionale dell'Ateneo);
  • invitare le Università a collegare le proprie attività, ove possibile, con le altre sedi vicine, destinatarie o meno del finanziamento, al fine di realizzare un coordinamento regionale;
  • invitare le Università a coinvolgere, nelle proprie attivita, ove possibile, docenti delle scuole medie superiori;
  • invitare le Università a collegare le proprie attività con quelle dei Provveditorati agli Studi a favore dei quali il Ministero della Pubblica Istruzione ha già disposto l'assegnazione di fondi per l'orientamento;
  • provvedere, tramite il gruppo di lavoro costituito con il DM 24.1.1997, alla verifica in itinere della realizzazione dei progetti;
  • recuperare i finanziamenti assegnati (mediante riduzione del contributo sul fondo per il finanziamento ordinario) nel caso di non impiego dei fondi nei termini predeterminati; 

RITENUTO    pertanto, non trattandosi di criteri quantitativi basati su indicatori numerici e non potendosi fare riferimento a criteri parametrici, di dover individuare, con il presente decreto, gli importi da attribuire alle singole istituzioni, come da dispositivo:

D E C R E T A

L'importo di 3 miliardi, previsto per il 1996 dall'art.11 del DPR 30.12.1995, va ripartito tra le istituzioni universitarie che hanno presentato richieste, nel modo seguente:

ISTITUZIONE
 
 IMPORTO
 


 (dati in milioni)
 
Università di
 Ancona
 90
 
Università di
 Bari
 150
 
Università di
 Bergamo
 110
 
Università di
 Bologna
 200
 
Università di
 Brescia
 90
 
Università della
 Calabria (CS)
 120
 
Università di
 Camerino
 200
 
Università di
 Cassino
 100
 
Università di
 Chieti
 60
 
Università di
 Firenze
 130
 
Università di
 Genova
 60
 
Università di
 Lecce
 100
 
Università di
 Macerata
 60
 
Università del
 Molise (CB)
 60
 
Università di
 Napoli "Federico II"
 150
 
Università di
 Padova
 110
 
Università di
 Palermo
 80
 
Università di
 Pavia
 90
 
Università di
 Perugia
 80
 
Università di
 Pisa
 60
 
Università di
 Reggio Calabria
 90
 
Università di
 Roma "La Sapienza"
 200
 
Università di
 Roma "Tor Vergata"
 80
 
Università di
 Roma - Terza
 80
 
Università di
 Sassari
 70
 
Università di
 Siena
 60
 
Politecnico di
 Torino
 70
 
Università di
 Trento
 60
 
Università di
 Udine
 100
 
Università di
 Venezia
 90

(9 giugno 1997 - reg. 1 U.R. fgl. 130 )
Roma, 3 marzo 1997

IL MINISTRO 



Il presente decreto verrà trasmesso per la registrazione ai competenti Organi di controllo.