Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
 
 
 
Nota 29 aprile 1998, protocollo n.688

Programmazione del sistema universitario per il triennio 1998-2000 – D.M. 6.3.1998, n. 267, attuativo del D.P.R. 27.1.1998, n. 25.


Emblema Repubblica Italiana
Ministero dell'Università e della Ricerca


DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI ECONOMICI
Protocollo: n.688
Roma, 29 aprile 1998

Ai Rettoridelle Università
LORO SEDI

Ai Direttori degli Istituti
Universitari
Loro Sedi

Ai Presidenti dei Consorzi
per l'insegnamento
universitario a distanza
Loro Sedi

Ai Presidenti dei Comitati
Regionali di coordinamento
Loro Sedi

Ai Presidenti dei Comitati
Provinciali di coordinamento
di Bolzano e di Trento

Oggetto: Programmazione del sistema universitario per il triennio 1998-2000 – D.M. 6.3.1998, n. 267, attuativo del D.P.R. 27.1.1998, n. 25.

Com'è noto, in attuazione dell'art. 20, comma 8, lettera a), della legge 15.3.1997, n. 59, con il D.P.R. 27.1.1998, n. 25 (G.U. n. 39 del 17.2.1998) è stato emanato il “regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi allo sviluppo ed alla programmazione del sistema universitario, nonchè ai Comitati regionali di coordinamento”, che ha sostituito quanto previsto dalla legge 7.8.1990, n. 245.

Parte prima: fasi operative

    La programmazione viene attuata con le seguenti fasi operative:

  1. la determinazione per ciascun triennio, con D.M., degli obiettivi del sistema universitario e la finalizzazione delle relative risorse finanziarie; a tal fine è stato emanato il D.M. 6.3.1998 (G.U. n. 83 del 9.4.1998);
  2. in relazione agli obiettivi così determinati, le Università formulano le proprie proposte - coerenti con gli obiettivi di cui alla lettera A), indicando le risorse necessarie, quelle disponibili e quelle da acquisire - corredate da una relazione tecnica del proprio nucleo di valutazione, con riguardo ai parametri di cui alla successiva lettera D) (congruità tra proposte, obiettivi dichiarati e mezzi indicati), che devono far pervenire al Comitato regionale (ovvero provinciale) di coordinamento competente per territorio entro e non oltre venerdì 5 giugno 1998.
    Ai fini della formulazione di ogni singola proposta le Università provvedono alla compilazione del mod. U/S.A., completo degli allegati in esso indicati; ciascuna Università provvede poi a riportare i dati relativi alle singole proposte, di cui ai modd. U/S.A., nei modd. U/P.R. e U/P.S..
    Considerata l'esigenza di ridurre i tempi di attuazione dovranno essere recapitate al Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, Dipartimento Affari Economici – Ufficio I, primo piano, stanza n. 62, (Piazza Kennedy, 20) entro le ore 18 di venerdì 12 giugno 1998, tre copie dei modelli U/S.A. (con i relativi allegati) U/P.R. e U/P.S., confezionate in tre plichi separati, ma uniti per ciascuna Università.
    Tale documentazione dovrà essere accompagnata da una lettera, firmata dal Presidente del Comitato di coordinamento, corredata di copia delle note con le quali le Università hanno trasmesso al Comitato stesso la documentazione nel predetto termine del 5 giugno 1998.
  3. I Comitati di coordinamento, per ciascuna delle proposte delle Università di cui alla lettera B), esprimono motivati pareri mediante un documento riepilogativo generale e, per esigenze di operatività, sono pregati altresì di rendere i predetti pareri, in forma sintetica, compilando i modd. C/P.R. e C/P.S.. I Comitati provvedono a far pervenire al Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, Dipartimento Affari Economici – Ufficio I, primo piano, stanza n. 62, entro e non oltre le ore 18 di martedì 30 giugno 1998 i modd. C/P.R. e C/P.S., e il documento complessivo concernente il motivato parere del Comitato. Tale documentazione dovrà essere consegnata in tre copie, confezionate in tre plichi separati, corredata di lettera di trasmissione firmata dal Presidente del Comitato.
    Si ricorda che, come stabilito dall'art. 2, punto 3, lettera c, “qualora le proposte riguardino più regioni, i pareri sono espressi dai Comitati interessati, riuniti in seduta comune”, e la documentazione di cui sopra dovrà essere integrata in tal senso, tenendo comunque presente che i modelli relativi a tali proposte dovranno essere fatti pervenire dal Comitato di coordinamento competente in relazione al territorio ove ha la sede legale l'Ateneo, al quale si riferiscono le proposte.
  4. l'Osservatorio per la valutazione del sistema universitario predispone una relazione tecnica sulle proposte trasmesse al Ministero ai sensi della lettera C), con riguardo alla congruità tra proposte, obiettivi dichiarati e mezzi indicati, e con riferimento agli obiettivi di cui alla lettera A), e presenta la stessa al Ministro.
  5. il Ministro emana, entro i termini previsti dal regolamento, un successivo decreto che, sulla base di quanto indicato alle precedenti lettere, individua “le iniziative da realizzare nel triennio, gli strumenti e le modalità di cui al comma 2 (dell'art. 2) da attivare, nonché i criteri per la ripartizione delle relative risorse finanziarie”.
    Il decreto indicherà inoltre le modalità per rilevare l'attuazione delle iniziative stesse e per l'eventuale recupero dei fondi, nel caso di non sollecito utilizzo dei medesimi.
    Quanto detto si rende altresì necessario atteso che l'art. 2, comma 8, del predetto D.P.R. stabilisce che l'Osservatorio deve predisporre, ogni anno, un rapporto sullo stato di attuazione della programmazione nonché, alla fine di ogni triennio, un rapporto sui risultati della stessa, da trasmettere al Ministro ed al Parlamento.
Parte seconda: obiettivi 1998-2000 e relative risorse

    In ordine a quanto riportato nella precedente lettera A), il D.M. 6.3.1998 ha determinato, al comma 1, lettere da a) ad i), gli obiettivi del sistema universitario per il 1998-2000 e, in relazione alle risorse finanziarie disponibili, pari a 360 miliardi (110 per il 1998, 120 per il 1999 e 130 per il 2000) - ha indicato una prima destinazione percentuale delle stesse.
    Considerata la limitatezza delle risorse si ritiene opportuno di seguito indicare, accanto a ciascuno degli obiettivi individuati dal predetto D.M., l'importo prevedibilmente destinato per ciascuno di essi nel triennio 1998-2000, in sede di predisposizione del D.M. di cui alla precedente lettera E). Tale quantificazione, anche se di massima, ha il fine di evidenziare fin da ora l'ordine di grandezza delle risorse effettivamente destinabili a ciascun obiettivo. Si invitano pertanto le Università ed i Comitati a formulare proposte e pareri che tengano conto di tale vincolo, svolgendo, per quanto di rispettiva competenza, la indispensabile funzione di selezione, evitando l'invio di proposte di entità incompatibile con le effettive disponibilità finanziarie e rendendo così più agevole l'iter attuativo.

    Obiettivi importi, in miliardi
(1) obiettivo a) 100
    obiettivo b) 24
    obiettivo c) 20
(2) obiettivo d) 30
    obiettivo e) 14
    obiettivo f) 60
    obiettivo g) 40
    obiettivo h) 60
    obiettivo i) 12

(1) In ordine all'obiettivo a) si fa presente che, dell'importo di 100 miliardi, 56 miliardi (16 nel 1998, 20 nel 1999 e 20 nel 2000) saranno destinati allo sviluppo della ricerca universitaria mediante il finanziamento di progetti di singoli ricercatori, secondo le modalità che saranno successivamente definite dal Ministro.

(2) Ai fini operativi l'obiettivo d) è da considerare così articolato:

  • d/1 - l'attuazione delle disposizioni concernenti il sistema universitario di cui alla legge 15.5.1997, n. 127
  • d/2 - il consolidamento, la razionalizzazione e la qualificazione degli interventi previsti dai precedenti piani di sviluppo.
Parte terza: formulazione delle proposte in ordine agli obiettivi 1998-2000

    Considerato che, con il decreto del Ministro di cui alla precedente lettera E), potranno essere individuate – nell'ambito degli indicati obiettivi – specifiche iniziative da finanziare ovvero definiti i criteri di ripartizione delle risorse per la realizzazione delle relative attività (secondo linee guida che saranno definite con il decreto stesso), si ritiene opportuno precisare che per gli obiettivi di cui alle lettere a, b, c, d/2, e si procederà con tale ultima modalità. Pertanto, con riferimento agli anzidetti obiettivi, le Università – in questa fase – non dovranno inviare proposte.
    Quanto all'obiettivo f) - decongestionamento dei megatenei - valgono le specifiche procedure previste dall'art. 1, commi 90-91 e 92, della legge 23.12.1996, n. 662, per la cui attuazione è stato adottato il D.M. 30.3.1998, nell'ambito delle quali saranno successivamente determinate – d'intesa con gli Atenei interessati e mediante appositi decreti ministeriali – le iniziative di cui si prevede la realizzazione nell'arco del triennio 1998-2000 e le relative attribuzioni di risorse finanziarie.
    Le proposte delle Università ed i pareri dei Comitati di coordinamento andranno pertanto formulati, nei tempi e secondo le modalità sopra precisate, soltanto per le iniziative relative agli obiettivi di cui alle lettere d/1, g, h, i, tenendo conto delle avvertenze che seguono:

  • obiettivo d/1: com'è noto è in corso di emanazione il decreto legislativo che, in attuazione dell'art. 17, comma 115, della legge 15.5.1997, n. 127, disciplina la trasformazione dell'ISEF statale di Roma e degli ISEF pareggiati. Poiché il provvedimento prevede il passaggio al nuovo ordinamento didattico a decorrere dall'anno accademico 1999-2000, disponendo altresì un'apposita procedura per il processo di trasformazione dell'ISEF statale di Roma, degli ISEF pareggiati e delle loro sedi distaccate, le Università interessate dovranno limitarsi per ora a specificare se intendono attivare la Facoltà di scienze motorie ovvero il corso di laurea. Stante, tra l'altro, la limitatezza delle risorse e in attesa anche delle indicazioni dell'Osservatorio per la valutazione del sistema universitario in ordine alla programmazione territoriale delle iniziative sostitutive degli ISEF, la possibilità di sostegno finanziario è prevista – nell'ambito della programmazione per il triennio 1998-2000 – unicamente per la trasformazione dell'ISEF statale di Roma e degli altri ISEF pareggiati, con possibilità di valutare (nel limite delle risorse disponibili ed ove ricorrano le altre condizioni richieste) le proposte relative alle sedi distaccate di questi ultimi.
    Rientra nell'obiettivo in esame (d/1) anche l'istituzione delle Scuole di specializzazione post-laurea per le professioni legali (previste dall'art. 17, comma 114, della legge n. 127/1997), programmabili a decorrere dall'anno accademico 1999-2000. Poiché è tuttora in corso di definizione il decreto interministeriale previsto dall'art.16 del decreto legislativo 17.11.1997, n. 398, e poiché solo successivamente potranno essere assunte le ulteriori determinazioni per l'istituzione delle scuole in questione, le Università sedi di Facoltà di giurisprudenza sono invitate, in questa fase, a limitarsi ad indicare la proposta di istituzione della scuola a decorrere dall'anno accademico 1999-2000;
  • obiettivo g: è confermata l'attivazione, a decorrere dall'anno accademico 1998-'99, dei Corsi di laurea in scienze della formazione primaria e delle scuole di specializzazione all'insegnamento secondario. Per la formulazione delle relative proposte, da includere a tutti gli effetti nella programmazione per il triennio 1998-2000, le Università sono invitate ad attenersi alle istruzioni impartite con le note ministeriali prot. n. 80 del 16.1, n. 464 del 24.3 e n. 501 del 30.3.1998, fornendo le ulteriori indicazioni richieste ai sensi della sopra riportata lettera B. Si ribadisce che il sostegno finanziario è previsto, limitatamente alle Università statali, per una sola sede per regione o provincia autonoma (per ciascuna delle due iniziative), con assoluta priorità per le sedi che assicureranno l'attivazione dei corsi a decorrere dall'anno accademico 1998-'99. Le Università non statali legalmente riconosciute che, in conformità alla programmazione territoriale dei corsi convenuta nell'ambito dei Comitati di coordinamento,attiveranno i corsi stessi nel territorio sede dell'Ateneo, parteciperanno anch'esse all'attribuzione delle risorse finanziarie relativamente alle spese per funzionamento e strutture.
  • obiettivo h: tale obiettivo fa riferimento alla riforma dell'autonomia didattica, ai sensi dell'art. 17, comma 95, della legge 127/1997.
    Dopo l'emanazione dei connessi provvedimenti attuativi verranno impartite istruzioni per la formulazione di proposte relative alla promozione ed al sostegno dell'innovazione didattica ed alla diversificazione dell'offerta formativa.
    Le Università potranno formulare sin d'ora, con le modalità di cui alla presente nota, proposte riguardanti le altre iniziative previste in tale obiettivo (per le attività di orientamento e di tutorato si terrà conto, ai fini dell'allocazione delle risorse finanziarie, del tipo di attività in corso di svolgimento presso le Università e dei risultati conseguiti), alle quali verrà comunque destinata soltanto una parte delle risorse, posto che la maggior parte di esse dovrà essere riservata per la graduale attuazione – negli anni 1999 e 2000 – dell'autonomia didattica.
  • obiettivo i: stante la stretta connessione di tale obiettivo sia con la riforma dell'autonomia didattica, sia con l'avvio della progettata rete per la formazione postsecondaria, tuttora in corso di definizione, le Università potranno indicare proposte, già compiutamente progettate, in ordine a talune specifiche iniziative ricomprese nell'obiettivo in questione.
Indicazioni conclusive

    In relazione a quanto precede, si reputa opportuno richiamare conclusivamente l'attenzione delle Università e dei Comitati di coordinamento sulle indicazioni che seguono:

  1. In conformità all'orientamento unanimemente espresso dalla CRUI, con l'apposito documento sulla programmazione dello sviluppo del sistema universitario, alle indicazioni formulate dall'Osservatorio per la valutazione del sistema universitario in merito ai precedenti piani triennali, nonché ai pareri espressi dal CUN, dalla CRUI, dall'Osservatorio e dalle Commissioni parlamentari in sede di esame dello schema di Regolamento recante le nuove procedure di programmazione e la determinazione degli obiettivi per il triennio 1998-2000, devono ritenersi non finanziabili - in quanto non coerenti con la prioritaria esigenza della qualificazione del sistema universitario – iniziative meramente incrementative, concernenti l'istituzione di nuove sedi, facoltà e corsi, salvo quanto precisato per gli obiettivi d/1, g. Ne consegue che non potranno essere finanziariamente sostenute le proposte riguardanti l'istituzione di nuovi corsi, di nuove facoltà e di nuove Università.
  2. D'altro canto, come è noto, l'art. 2, comma 4, del ricordato D.P.R. n. 25/1998 prevede che le “Università, sulla base di una relazione tecnica del nucleo di valutazione interno e acquisito il parere favorevole del comitato regionale (ovvero provinciale) di coordinamento, possono autonomamente istituire nuove facoltà e corsi nel territorio sede dell'Ateneo, con risorse a carico dei propri bilanci e senza oneri aggiuntivi sui trasferimenti statali al sistema universitario. L'istituzione delle facoltà e l'attivazione dei corsi di cui al presente comma sono comunicate al Ministero” (vedasi, in proposito, la nota ministeriale prot. n. 470 del 6.4.1998). Si precisa al riguardo che le nuove facoltà e corsi - eventualmente istituiti con tale procedura, che deroga alla programmazione - non potranno essere tenuti in considerazione, per i sei anni successivi alla loro attivazione, ai fini del calcolo dei contributi, per le Università statali, sui fondi per la programmazione, per l'edilizia e per il finanziamento ordinario (quota base e riequilibrio) e, per le Università non statali legalmente riconosciute, sui fondi per la programmazione e su quelli previsti dalla legge 29.7.1991 n. 243.
    Resta inteso che tali limitazioni ai finanziamenti non operano nei riguardi delle trasformazioni di iniziative già esistenti.
  3. Avendo il predetto D.P.R. n. 25/1998 abrogato l'art. 6 della legge n. 245/1990 ed assoggettato, ai fini della programmazione, le istituzioni universitarie non statali legalmente riconosciute alle stesse procedure che trovano applicazione nei riguardi delle Università statali (come puntualizzato nella citata ministeriale n. 470 del 6.4.1998), ne consegue che, limitatamente alle iniziative adottate in conformità alla programmazione, le istituzioni non statali legalmente riconosciute concorreranno anch'esse al riparto dei fondi previsti per la programmazione triennale 1998-2000, relativamente alle spese per funzionamento e strutture (v. anche obiettivo g).
  4. I termini temporali indicati alle precedenti lettere B) e C) sono, per motivi operativi, inderogabili; pertanto le documentazioni che dovessero pervenire in ritardo saranno considerate irricevibili.

IL MINISTRO
(f.to BERLINGUER)



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