Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
 
 
 
Nota 4 dicembre 2003, protocollo n.1643

attuazione del D.M. 3 settembre 2003 n. 149, con il quale sono stati definiti gli obiettivi della programmazione del sistema universitario per il triennio 2004-2006.


Emblema Repubblica Italiana
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Dipartimento per la programmazione, il coordinamento e gli affari economici Servizio per l'autonomia universitaria e gli studenti - Ufficio VII

Protocollo: n.1643
Roma, 4 dicembre 2003

Ai Rettori delle Università

Ai Presidenti dei Comitati Regionali di coordinamento

Ai Presidenti dei Comitati Provinciali di coordinamento di Bolzano e di Trento
LORO SEDI

p. c.

Al Presidente del Comitato Nazionale per la valutazione del sistema universitario
S E D E

Al Presidente del Comitato di esperti per la valutazione delle "Università telematiche"
S E D E

Al Presidente della CRUI
p.zza Rondanini, 48
00186 Roma

Oggetto: attuazione del D.M. 3 settembre 2003 n. 149, con il quale sono stati definiti gli obiettivi della programmazione del sistema universitario per il triennio 2004-2006.

Nel corso di questi ultimi anni è stato avviato un approfondito dibattito, non ancora concluso, sulla funzionalità del sistema universitario le cui componenti presentano non solo alcuni punti di forza ma anche criticità, che emergono dal confronto con gli omologhi sistemi dell'U.E..

Il nostro sistema sta attraversando, infatti, una stagione di profondi cambiamenti dovuti non solo ai ben noti fenomeni di globalizzazione e di internazionalizzazione delle economie, ma anche a processi incisivi di diversificazione e di interdisciplinarietà dei saperi che stanno operando trasformazioni profonde del ruolo e della missione delle Università.

Il sistema universitario del nostro Paese presenta, infatti, squilibri non solo territoriali - nonostante la presenza di oltre 200 poli didattici - ma anche squilibri disciplinari connaturati alla rapida evoluzione dei saperi e della domanda sociale di nuove competenze e professionalità.

Anche il modello unitario delle Università tradizionali non sembra più in grado, allo stato, di rispondere alle esigenze della diversificazione e della competizione nel contesto nazionale e internazionale.

L'Università, infatti, più che riflettere i processi sociali deve essere in grado di orientarli e di porsi come elemento propulsore del progresso civile culturale ed economico. E' necessario, pertanto, che l'Università si colleghi in modo stabile e duraturo con la società civile nella ricchezza delle sue articolazioni e delle sue espressioni. Il territorio, inteso come sistema integrato e complesso di attività sociali, culturali ed economico-produttive, deve assumere la veste di interlocutore privilegiato delle Università moderne, chiamate così ad interpretare la vocazione e valorizzarne le specificità, in una visione coordinata di bisogni e risorse, attuali e potenziali.

Gli scenari europei e internazionali e i processi avviati per la costruzione di una "Società della conoscenza" e di uno "Spazio europeo dell'alta formazione e della ricerca" hanno imposto, e ancora richiedono, interventi mirati ed azioni di più ampio respiro che involgono un mutamento radicale del modello di "governance" del sistema, sia nei rapporti con gli attori istituzionali che nel confronto competitivo tra gli Atenei e, al proprio interno, tra le varie componenti dell'Università.

Il Ministero ha pertanto avviato in questi anni una serie di interventi, coordinati a livello normativo, su molteplici settori del sistema universitario nell'ottica di migliorare i complessivi servizi di formazione degli studenti e di qualificazione della ricerca. In tale contesto vanno promosse quelle iniziative preordinate alla creazione di appositi "distretti high tech", deputati a creare funzionali collegamenti non solo con centri di ricerca pubblici e privati ma soprattutto con enti locali e imprese presenti nel territorio, allo scopo di sviluppare nuove tecnologie in grado accrescere la competitività di più settori produttivi.

Indirizzo, programmazione e valutazione dei risultati appaiono oggi, nel confronto europeo e internazionale, le sole vie per la risoluzione di alcune delle criticità ora rappresentate e impongono al contempo una approfondita analisi degli strumenti e dei modelli di finanziamento e di valutazione su cui è stata avviata da tempo la riflessione ed il confronto con gli attori principali del sistema.

La programmazione per il periodo 2004-2006 vuole pertanto connotarsi per l'avvio di una nuova fase, caratterizzata dalla definizione di nuove regole per la correzione degli attuali squilibri attraverso interventi mirati all'accrescimento della qualità dei servizi per gli studenti, in stretta aderenza al quadro delle azioni proposte nel recente "Comunicato di Berlino" sull'importanza della ricerca, della formazione alla ricerca e della promozione dell'interdisciplinarietà  e dello sviluppo della qualità dell'istruzione superiore.

Parte prima: fasi operative

Le disposizioni relative alla programmazione del sistema universitario sono contenute nel regolamento emanato con il D.P.R. 27 gennaio 1998 n. 25. In tale regolamento viene stabilito che la programmazione ha periodicità triennale ed ha come finalità la qualificazione del sistema universitario mediante la razionalizzazione dell'offerta formativa e il potenziamento delle attività di ricerca, al fine di corrispondere alle esigenze di sviluppo culturale, sociale, civile ed economico e di evoluzione del mercato del lavoro, contribuendo alla riduzione degli squilibri territoriali, in particolare tra Centro-Nord e Sud.

Le fasi operative della programmazione sono le seguenti:


A) la determinazione per ciascun triennio, con D.M., degli obiettivi del sistema universitario e la finalizzazione delle relative risorse finanziarie. Dopo la registrazione da parte della Corte dei conti il decreto è pubblicato sulla G.U;

B) in relazione agli obiettivi così determinati, le Università e gli altri soggetti interessati formulano le proprie proposte - coerenti con gli obiettivi di cui alla lettera A), indicando le risorse necessarie, quelle disponibili e quelle da acquisire - corredate da una relazione tecnica del proprio Nucleo di valutazione, con riguardo ai parametri di cui alla successiva lettera D) (congruità tra proposte, obiettivi dichiarati e mezzi indicati), che devono far pervenire al Comitato regionale (ovvero provinciale) di coordinamento competente per territorio.

C) I Comitati di coordinamento, per ciascuna delle proposte delle Università di cui alla lettera B), esprimono motivati pareri.
Si ricorda che, come stabilito dall'art. 2, punto 3, lettera c) del predetto D.P.R., "qualora le proposte riguardino più Regioni, i pareri sono espressi dai Comitati interessati, riuniti in seduta comune";

D) il Comitato Nazionale per la valutazione del sistema universitario predispone una relazione tecnica sulle proposte trasmesse al Ministero ai sensi della lettera C), con riguardo alla congruità tra proposte, obiettivi dichiarati e mezzi indicati, e con riferimento agli obiettivi di cui alla lettera A), e presenta la stessa al Ministro;

E) il Ministro emana, entro i termini previsti dal regolamento, un successivo decreto che, sulla base di quanto indicato alle precedenti lettere, individua "le iniziative da realizzare nel triennio, gli strumenti e le modalità di cui al comma 2 (dell'art. 2) da attivare, nonché i criteri per la ripartizione delle relative risorse finanziarie";

F) il Comitato Nazionale predispone, ogni anno, un rapporto sullo stato di attuazione della programmazione nonché, al termine di ogni triennio, un rapporto finale sui risultati della stessa, da trasmettere al Ministro ed al Parlamento (art. 2, comma 8, del predetto D.P.R.).

 


Parte seconda: obiettivi 2004-2006 e risorse finanziarie relative

In ordine a quanto riportato nella precedente lettera A), è stato adottato il D.M. 3 settembre 2003 n. 149, in corso di registrazione da parte della Corte dei conti (il testo di tale decreto è consultabile sul sito del Ministero, nella sezione Università/programmazione:www.miur.it/universita_programmazione).

Il predetto D.M. ha determinato, all'art.1 comma 1, gli obiettivi della programmazione del sistema universitario per il triennio 2004-2006, che di seguito si riportano, nonché, al comma 2, la destinazione percentuale delle risorse a tal fine previste dal disegno di legge relativo alla legge finanziaria 2004:

a) la razionalizzazione, la qualificazione e la riduzione degli squilibri del sistema universitario, compreso il completamento del decongestionamento degli Atenei maggiormente sovraffollati;

b) la riduzione degli abbandoni e dei tempi necessari per il conseguimento dei titoli di studio mediante il potenziamento delle attività di orientamento e tutorato e della formazione integrativa;

c) il potenziamento della rete dell'alta formazione, attraverso:

il sostegno alla costituzione della rete di corsi di studio di secondo livello direttamente correlata alla sperimentazione di Scuole di dottorato di ricerca, in coerenza con le linee di ricerca di interesse nazionale, realizzate da Università anche in convenzione con altre Università, Istituti scientifici, enti pubblici e privati e imprese, italiane e straniere;

il consolidamento delle iniziative di sperimentazione di Scuole Superiori avviate, nell'ambito delle Università, in attuazione di accordi di programma con il Ministero;

d) il processo di internazionalizzazione e il cofinanziamento dei programmi dell'Unione Europea volti a rafforzare specifiche attività di formazione del sistema universitario ed il consolidamento delle iniziative già intraprese, con riferimento alla formazione post-laurea nel Mezzogiorno.

Considerato che il predetto d.d.l. relativo alla legge finanziaria 2004 prevede, sul fondo per la programmazione del sistema universitario, 121,724 milioni di euro per ciascuno degli anni 2004, 2005 e 2006 (complessivamente 365,172 milioni di euro), l'approvazione del medesimo comporterà, per ogni obiettivo, la seguente disponibilità complessiva nel triennio:

obiettivo

ripartizione percentuale

(art.1, comma 2)

 

importo previsto

(milioni di euro)

a)

66,539

242,982

b)

4,108

15,000

c)

14,839

54,190

d)

14,514

53,000

totale

100,000

365,172

Si ricorda, inoltre, che il predetto D.M. n. 149/2003 stabilisce, all'art.1, comma 4, che eventuali finanziamenti integrativi rispetto a quelli derivanti dalla legge finanziaria 2004, che potranno essere previsti dalle leggi finanziarie 2005 e 2006, saranno destinati agli obiettivi a) e b) nelle percentuali, rispettivamente, del 94,185% e del 5,815%.

Parte terza: contenuti del decreto di programmazione

Si ritiene opportuno fornire sin d'ora alcune indicazioni sui contenuti del prossimo decreto di programmazione, da adottare in relazione agli obiettivi definiti con il DM 3 settembre 2003 n. 149, riportati nella parte seconda della presente nota, alla quale si fa rinvio.

Per quanto riguarda l'obiettivo a):
• saranno attribuite risorse ai fini del riequilibrio finanziario degli Atenei, in attuazione del nuovo modello di calcolo, in corso di predisposizione da parte del Comitato Nazionale;
• sarà completato il decongestionamento degli Atenei sovraffollati;
• entro i termini che saranno indicati nel decreto di programmazione, e nel rispetto delle regole nello stesso indicate, le Università potranno formulare proposte di istituzione e/o attivazione di corsi di laurea e di laurea specialistica e di istituzione di facoltà (si ricorda che, relativamente alla facoltà di medicina e chirurgia l'art. 2, comma 3, lettera b) del DPR n. 25/1998 prevede l'acquisizione del parere del Ministero della Salute). In ordine alle modalità di presentazione, in via informatizzata delle relative proposte, verranno fornite indicazioni operative. Al riguardo, si fa presente sin d'ora che le stesse potranno essere presentate dalle Università per le quali:
- la percentuale delle spese per il personale di ruolo sostenute nel 2002 sia non superiore al 90% del F.F.O. relativo allo stesso anno (per le Università statali);
- sussistano i requisiti di risorse di personale docente (per i corsi di laurea, anche di "tutor") e di strutture necessarie, che verranno definite nel predetto decreto di programmazione.
• saranno definite regole per la razionalizzazione dell'offerta formativa preordinate al riesame dell'ubicazione dei corsi e delle facoltà situati fuori dalla sede (amministrativa) dell'Università, anche, ove necessario, attraverso la soppressione degli stessi;
• saranno riservate specifiche risorse per il supporto ad azioni di accompagnamento per la formazione dei ricercatori, alla valorizzazione e diffusione dei risultati di ricerca ed al loro utilizzo nei nuovi processi industriali, anche mediante la costituzione di "industrial liaison office";
• verranno riservate apposite risorse per l'attuazione delle iniziative relative alla formazione del personale docente delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53.
• verrà fornito un sostegno all'avvio dell'anagrafe degli studenti e a quella dei laureati, strumenti rilevanti ai fini del governo e del monitoraggio del sistema universitario.
• per quanto riguarda l'istituzione di nuove Università, si fa rinvio alla parte quarta, punto II, della presente nota;

Per quanto riguarda l'obiettivo b) si fa rinvio alla parte quarta, punto I, della presente nota.

Per quanto riguarda l'obiettivo c), le relative regole di attuazione verranno definite nel decreto di programmazione.

Per quanto riguarda l'obiettivo d), anche nel periodo di programmazione in esame il Ministero intende riservare apposite risorse per il cofinanziamento delle specifiche azioni dell'U.E. e per l'avvio della terza azione di internazionalizzazione del sistema universitario.

Il sostegno ai programmi di cooperazione interuniversitaria con Atenei non solo europei ma anche dei Paesi terzi, vuole corrispondere al conseguimento degli obiettivi di politica nazionale che si coniugano con i più recenti indirizzi dell'UE, sia per il rafforzamento della mobilità degli studenti, che per il riconoscimento di periodi studio all'estero, quali parti integranti dei curricula accademici.

La recente ratifica parlamentare della Convenzione di Lisbona offre oggi strumenti per consentire agli studenti l'acquisizione di crediti formativi negli Atenei d'oltre confine, valorizzando le loro esperienze curriculari, e la partecipazione ai programmi congiunti.

Nell'ambito del decreto di programmazione, particolare attenzione sarà rivolta alla progettazione di percorsi di studio comuni preordinati alla acquisizione di titoli accademici congiunti o di doppi titoli, come auspicato anche dal Comunicato di Berlino del 18-19 settembre u.s.

Il programma di internazionalizzazione per il periodo 2004-2006 inoltre, sulla base anche dei risultati delle precedenti azioni, intende privilegiare le iniziative avviate dalle Università con i Paesi dei Balcani, dell'America Latina e del Mediterraneo, alla luce in particolare delle conclusioni del vertice dei Ministri dell'Istruzione dei Paesi dell'area TEMPUS-MEDA, tenutosi a Catania nei giorni 7 e 8 novembre u.s.

Parte quarta: indicazioni operative

L'esigenza di provvedere agli adempimenti formali riducendo quanto possibile l'adozione di atti non essenziali, con conseguente riduzione dei tempi tecnici e snellimento delle relative procedure, la particolare natura degli obiettivi della presente programmazione, orientano il Ministero a fornire le seguenti indicazioni operative, che consentiranno, tra l'altro, di definire con sollecitudine il decreto ministeriale relativo alla programmazione di cui alla precedente lettera E).

Il decreto indicherà inoltre le modalità per monitorare l'attuazione delle iniziative stesse, per verificare il conseguimento dei relativi risultati, e, ove del caso, per l'eventuale recupero dei fondi erogati. Il monitoraggio si rende altresì necessario atteso quanto indicato alla precedente lettera F).

Nell'ambito degli obiettivi della programmazione, con tale decreto saranno individuate le regole da seguire, ovvero le specifiche iniziative da realizzare, e definiti i criteri di ripartizione delle risorse, secondo quanto anticipato nella parte terza della presente nota. Si ritiene opportuno precisare che si procederà in tal modo per tutte le iniziative, ad eccezione di quelle appresso indicate.

Iniziative per le quali nella presente fase possono essere presentate proposte

Nella presente fase possono essere formulate proposte relative alle iniziative riportate nei sotto elencati punti I e II:

I. attività di orientamento e di tutorato  (obiettivo b)

Il Ministero intende potenziare, mediante i finanziamenti dedicati al riguardo dalla presente programmazione, le iniziative per l'orientamento, il tutorato e la formazione integrativa che, si ricorda, le Università sono tenute a realizzare sulla base di quanto previsto dal d.P.R. 11 luglio 1980, n.382, dalla legge 19 novembre 1990, n.341, e dal D.M. 3 novembre 1999 n. 509.

Relativamente a tali iniziative, che devono essere finalizzate, come indicato nell'obiettivo b), nel modo più diretto alla riduzione degli abbandoni e dei tempi necessari per il conseguimento dei titoli di studio, possono essere presentate richieste secondo i temi appresso delineati:

o la diffusione delle informazioni e l'orientamento per gli studenti non residenti nella sede dell'Università, non solo attraverso i mezzi di comunicazione di massa, ma tramite contatti telematici interattivi e/o rapporti con scuole ed enti delle località di provenienza.
Le iniziative proposte devono fornire adeguate conoscenze dell'ambiente universitario, delle modalità di studio e della realtà sociale e stimolare la formazione di competenze per  la scelta e la partecipazione alle attività di studio da parte degli studenti;

o i rapporti tra Scuole e Università per quanto riguarda la continuità dei processi educativi, la eventuale formazione integrativa e l'inserimento nelle strutture universitarie, costruendo un percorso che preveda la diffusione di informazioni generali durante gli ultimi anni della scuola media superiore, la partecipazione degli studenti ad attività promosse da Scuola e Università per la conoscenza degli ambienti di studio universitario e lo sviluppo di competenze trasversali, nonché specifiche azioni di supporto alla scelta universitaria correlata alla vocazione di ciascuno studente, la preparazione alle preiscrizioni, test di accesso, attività per il recupero, ove necessario, dei debiti formativi e il tutorato durante il primo anno di frequenza;

o la costituzione di un insieme territoriale integrato di attività di informazione e di orientamento, con il coinvolgimento di enti locali, soggetti privati e istituzioni educative, supportata dalla progettazione di reti interistituzionali che promuovano il coordinamento delle diverse azioni di orientamento informativo e formativo;

o l'articolazione e il collegamento delle forme di tutorato didattico, rivolto maggiormente a favorire l'apprendimento e il tutorato per l'orientamento, che mira a sostenere la correttezza delle scelte, lo sviluppo di competenze trasversali e quindi la partecipazione attiva negli studi, e che può essere realizzato da studenti e studentesse senior dopo una opportuna preparazione;

o la diffusione della cultura del lavoro in riferimento a figure professionali qualificate, con particolare attenzione alle motivazioni, agli aspetti deontologici, alle forme di relazione interpersonale e di organizzazione e coordinamento delle attività, dei diversi luoghi nei quali si inseriscono i laureati;

o adeguate iniziative per il sostegno ai laureati, per l'inserimento nel mercato del lavoro e delle professioni, anche attraverso la progettazione di apposite strutture dedicate (uffici di "job placement") e l'attuazione delle disposizioni del D. leg. vo 10 settembre 2003 n. 276 (c.d. legge Biagi) che, all'art. 6 comma 1, prevede che "sono autorizzate allo svolgimento di attività d'intermediazione [nel mercato del lavoro] le università…, comprese le fondazioni universitarie che hanno come oggetto l'alta formazione con specifico riferimento alla problematiche del mercato del lavoro,...";

o la valutazione delle attività di orientamento e di tutorato nella fase preliminare, con la rilevazione dei bisogni, la definizione di indicatori di abbandoni e di situazioni di disagio e la formulazione di obiettivi, in itinere per individuare il grado di efficienza ed eventuali modifiche delle attività, ed ex post per verificare l'efficacia globale di tali attività rispetto ai bisogni e agli obiettivi definiti nella fase preliminare.

Ciascuna Università, anche in collaborazione con i Collegi universitari legalmente riconosciuti destinatari dei contributi del Ministero, ovvero con gli Enti per il diritto agli studi e con altri organismi e collegi che svolgano attività di assistenza allo studio e di orientamento, potrà presentare una singola proposta relativamente ad uno dei temi sopra indicati. Non saranno esaminate proposte relative a temi diversi da quelli sopra riportati.

Si raccomanda alle Università che hanno sede nella stessa regione di presentare progetti per temi la cui scelta venga coordinata fra le stesse, e a ciascuna di coinvolgere nel progetto da presentare, per quanto possibile, le altre Università ubicate nella regione.

Sedi di nuova istituzione (quelle istituite in attuazione della programmazione triennale 1994-1996 e successivamente) potranno presentare, in alternativa, una proposta relativa all'avvio e all'istituzionalizzazione delle attività di orientamento e tutorato.

In ordine alla realizzazione di quanto sopra, si fa presente sin da ora che:
o entro i termini e con le modalità di seguito specificate, le Università dovranno provvedere alla formulazione, per le iniziative da realizzare, di un "progetto di massima" che descriva i contenuti generali, le modalità di attuazione, le finalità specifiche, nonché il quadro delle risorse necessarie, tenendo conto che a carico dell'Ateneo dovrà risultare una quota pari almeno al 20 per cento del costo complessivo;
o sarà costituito un apposito gruppo di lavoro, che provvederà ad una preliminare selezione istruttoria e al successivo monitoraggio delle iniziative approvate;
o il Ministero provvederà all'individuazione delle iniziative e delle risorse che potranno essere attribuite per la loro realizzazione;
o le Università le cui iniziative saranno selezionate dovranno predisporre un "progetto esecutivo" delle stesse, entro i termini e con le modalità che verranno successivamente indicati;
o in seguito alla realizzazione delle iniziative il cui progetto sarà finanziato, gli Atenei dovranno presentare un elaborato finale che illustri le modalità concrete di realizzazione del progetto. Il Ministero si riserva comunque la facoltà di diffondere presso gli Atenei quelle iniziative che saranno ritenute apprezzabili per la realizzazione di specifiche attività di orientamento e di tutorato.

Si coglie l'occasione per ricordare, come evidenziato nella ministeriale n. 995 del 3 luglio c.a., al punto 6 (risultati di processo) che "a partire dall'anno accademico 2005/2006, le verifiche sull'offerta formativa attivata dalle Università terranno conto, in questa fase solo per i corsi di laurea e di laurea specialistica a ciclo unico, anche dei risultati di processo, con effetto sui criteri di ripartizione delle risorse statali", relativamente agli indicatori ivi indicati.


II. istituzione di nuove Università non statali (v. obiettivo a).

Tenuto conto degli squilibri territoriali ai quali si è fatto cenno nelle premesse, delle conseguenti azioni di razionalizzazione del sistema universitario che la presente programmazione intende assumere, ed in conformità ai pareri espressi da CUN, CRUI e CNSU e dalle competenti Commissioni parlamentari in sede di esame dello schema di decreto sugli obiettivi della programmazione, si fa presente che non si darà luogo all'istituzione di nuove Università statali. I Comitati regionali (ovvero provinciali) di coordinamento ai quali pervenissero eventuali proposte in tal senso non dovranno dar corso alle stesse, limitandosi a conservarle agli atti ed evitando, per motivi di correntezza amministrativa, di trasmetterle al Ministero.

Per quanto riguarda l'istituzione di nuove Università non statali legalmente riconosciute autorizzate a rilasciare titoli di studio aventi valore legale, si rammenta che la procedura è quella prevista dal D.P.R. n. 25/1998 (v. in particolare l'art. 2, comma 3, lettere a), b), c), nonché comma 5, lettera c)) fatto salvo quanto di seguito precisato per le "Università telematiche", e che le stesse sono enti pubblici, soggetti quindi diversi da quello promotore.

Al riguardo, si fa presente che verranno prese in considerazione soltanto proposte di istituzione di nuove Università non statali legalmente riconosciute che prevedano corsi di laurea e di laurea specialistica, che abbiano almeno una delle seguenti caratteristiche:
a) innovativi e strettamente correlati al soddisfacimento di particolari esigenze del tessuto economico, sociale e produttivo del territorio e del Paese;
b) connotati da particolari modalità didattiche, ivi comprese quelle della formazione a distanza e dell'e-learning, sulla base delle indicazioni e delle risoluzioni dell'Unione Europea, nonché rivolti a particolari categorie di studenti, anche stranieri (lavoratori, disabili, residenti all'estero, ecc.): "Università telematiche".

Per le predette proposte dovrà essere dimostrato il possesso di risorse finanziarie adeguate a sostenere l'avvio e il corretto funzionamento dei corsi di studio in base al rispetto di standard quali-quantitativi. Alla formale proposta d'istituzione, firmata dal promotore, dovrà essere allegata la seguente documentazione:
o schema dello statuto;
o schema del regolamento didattico, contenente sia la normativa generale che gli ordinamenti didattici dei corsi afferenti alle specifiche classi, corredato da una puntuale descrizione degli obiettivi formativi dei medesimi, nonché da un'indagine sui fabbisogni formativi;
o relazione illustrativa (generale e finanziaria) e piano finanziario adeguatamente documentato, da cui risulti la disponibilità di risorse adeguate e certificate. A tale riguardo i soggetti promotori interessati faranno riferimento al documento del Comitato Nazionale per la valutazione del sistema universitario, che sarà disponibile sul sito internet di quest'ultimo (www.cnvsu.it) Ai fini della predisposizione del piano finanziario, si precisa che per un numero di anni pari alla durata dei corsi previsti, aumentata di 1 anno, non verranno concessi finanziamenti ministeriali, i quali saranno, in ogni caso subordinati alla valutazione positiva dei risultati raggiunti, da parte del Comitato Nazionale.

Per le "Università telematiche" si richiamano le prescrizioni di cui all'art 26, comma 5, della legge 27 dicembre 2002 n. 289 e quelle del D.I. (Ministero Istruzione, Università e Ricerca - Ministero dell'Innovazione e Tecnologie) 17 aprile 2003 (pubblicato sulla G.U. n. 98 del 29 aprile 2003 e disponibile sul sito internet www.miur.it, nella sezione Università/ Atti Ministeriali). Si ricorda che il predetto art. 26 stabilisce che tali Università devono essere "senza oneri a carico del bilancio dello Stato".

Si ritiene opportuno precisare che le condizioni oggettive sopra ricordate, benché necessarie, non sono di per sé sufficienti per l'istituzione di ulteriori Università non statali legalmente riconosciute, in quanto tale istituzione è correlata alla valutazione di specifici interessi pubblici, da effettuare nell'ambito della programmazione triennale e dell'analisi dell'incremento dell'offerta formativa del Paese.

• Modalità di presentazione

Proposte relative al punto I

Tali proposte, come ricordato alla precedente lettera B), dovranno essere fatte pervenire ai Comitati regionali (ovvero provinciali) di coordinamento, competenti per territorio, entro il 30 gennaio 2004, a pena di esclusione.

I Comitati esprimeranno il loro motivato parere, come ricordato alla precedente lettera C), in relazione ad ogni singola proposta, entro il 27 febbraio 2004. Le modalità e le istruzioni per la presentazione delle proposte e la formulazione dei relativi pareri, e l'invio degli stessi al Ministero, con procedura informatizzata, saranno rese entro breve termine con successiva nota.

* * *

Proposte relative al punto II
lettera a)

Tali proposte, con la relativa documentazione, come ricordato alla precedente lettera B), dovranno essere fatte pervenire in tre distinte copie cartacee ai Comitati regionali (ovvero provinciali) di coordinamento, competenti per territorio, entro il 30 gennaio 2004, a pena di esclusione.

I Comitati esprimeranno il loro motivato parere per ogni singola proposta, come ricordato alla precedente lettera C), facendolo pervenire (in triplice copia), unitamente alle copie delle stesse, al Ministero (DPCAE - SAUS - Ufficio VII, II piano - emiciclo- stanze nn. 103-104), entro le ore 18.00 del giorno 27 febbraio 2004.

lettera b)
In attuazione del ricordato art. 5 della legge n. 289/2002, con il D.I. 17 aprile 2003 sono state definite le procedure per la presentazione delle proposte di istituzione di "Università telematiche" e, all'art. 5, è stata disposta la costituzione di un apposito Comitato di esperti, che deve fornire il proprio parere sulle stesse.

Si fa presente che tali proposte - atteso altresì che il bacino di utenza, anche prevalente, non può essere riferito ai tradizionali criteri territoriali - non devono essere inviate ai Comitati regionali, ovvero provinciali di coordinamento, relativi alla sede amministrativa dell'Università della quale viene proposta l'istituzione, bensì direttamente al Ministero (DPCAE - SAUS - Ufficio VII, II piano - emiciclo- stanze nn. 103-104 - piazza Kennedy, 20 - 00144 Roma), in tre distinte copie cartacee corredate dalla predetta documentazione.

Sono fatte salve le procedure previste da tale D.I. per le iniziative già all'esame del competente Comitato di esperti.


Acquisito il parere del Comitato Nazionale (proposte lettera a) ovvero del Comitato di esperti (proposte lettera b), e, come detto, previa valutazione degli specifici interessi pubblici e dell'analisi dell'incremento dell'offerta formativa del Paese, potrà essere prevista, nel decreto di programmazione, l'istituzione di tali iniziative.

Si evidenzia sin d'ora che il Comitato Nazionale provvederà, con periodicità biennale, alle verifiche previste per tutte le Università di nuova istituzione.

Il Ministro
(f.to Letizia Moratti)